Domande e risposte

Quanti trapianti vengono effettuati attualmente e quanti sono i malati in lista d'attesa?

Il trapianto di organi una delle grandi conquiste della medicina moderna. Consiste nella sostituzione di organi dete­riorati e ormai non più funzionanti con quelli, in buone con­dizioni, prelevati da una persona appena deceduta.

È una grande opportunità perché permette di salvare o migliorare la vita dei pazienti. Il trapianto dipende, però, non soltanto dalla capacità dell'equipe medica che lo effettua, ma un gesto volontario e gratuito cui tutti i cittadini sono chiamati: la donazione di organi, tessuti e cellule. Agli ultimi dati i pazienti in lista d'attesa sono circa diecimila.

Quali organi e tessuti vengono trapiantati?

Organi: reni, cuore, fegato, polmoni, pancreas ed intenstino. Doppi trapianti: rene/pancreas, cuore/polmoni. Da vivi: fegato e reni. Tessuti: cornee, tessuto osseo, cartilagini, tendini, pelle, valvole cardiache e vasi sanguigni.

Da quale età e fino a quale età si può essere trapiantati?

Negli ultimi anni i limiti anagrafici sono notevolmente cambiati e praticamente il limite è solo indicativo ed è subordinato alle condizioni biologiche e non anagrafiche. Anche malati molto anziani, se in buone condizioni di salute, possono essere trapiantati. Anche i bambini piccoli possono essere trapiantati, soprattutto di rene e fegato.

I pazienti pagano per ricevere gli organi?

Assolutamente no. La legge italiana è fondata su due principi:

  1. la donazione di organi è gratuita.
  2. la donazione degli organi è libera: ogni cittadino può scegliere se donare o non donare i propri organi.

Come vivono i trapiantati? Possono condurre una vita normale?

Si può dire che dopo l'intervento un trapiantato rinasce. Prima del trapianto molti pazienti non sono autosufficienti, si trovano costretti a trascorrere lunghi periodi di tempo in ospedale e rischiano la morte. Dopo l'intervento recuperano autonomia, capacità di rela­zioni e la possibilità di viaggiare e fare sport. Molti dei trapiantati riprendono l'attività normale e l'autosufficienza nella vita quotidiana come lavarsi, vestirsi e nutrirsi da soli.

Per i minorenni chi decide?

Sempre e soltanto i genitori. Se uno dei due è contrario, il prelievo non può essere effettuato.
 

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Amministratore Unico,
16 feb 2009, 13:11